La tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi 30 anni, soprattutto nel mondo della bicicletta. C’è da notare però, che la Mountain bike è nata solamente alla fine degli anni 70′ negli Stati Uniti, ed ha avuto uno sviluppo completamente differente dalla bici da strada.

Chi non si ricorda le bici mtb degli anni 90′ in acciaio con freni cantilever e rapporti con tripla o addirittura la quadrupla davanti e sette velocità dietro? Altri tempi davvero, e anche per le ruote esistevano solo le 26 pollici con coperture a cordino rigido e tasselli dalla tenuta discutibile.

E’ l’evoluzione che tutti abbiamo seguito tutti negli ultimi anni e che ci ha fatto impazzire e spendere un sacco di soldi alla ricerca della nuova tecnologia e dell’ultimo modello.

L’evoluzione dell’esperienza della bicicletta

Ma se ci pensate, la stessa evoluzione l’abbiamo avuta anche noi. Molti di noi hanno iniziato a pedalare con dei “catorci” da pochi soldi, a volte imbarazzanti. Ma il bello della bici è che basta veramente poco per appassionarsi. Vedere il paesaggio da un prospettiva diversa e ad una velocità diversa dal solito, che non sia quello della moto o dell’automobile. E’ quello che più ti lega all’esperienza della bicicletta!

Quello che spinge noi appassionati a comprare una nuova bici, è effettivamente la ricerca di nuovi percorsi e di nuove esperienze. Avere cioè la possibilità di fare un sentiero tecnico, o pedalare più chilometri, o semplicemente divertirsi senza sentire dolore alle ginocchia per colpa di una posizione errata in bicicletta. Ovviamente anche la competizione fa la sua parte. Molti di noi sentono l’adrenalina della corsa, e gareggiare ci spinge alla ricerca dei nostri limiti.

L’evoluzione degli ultimi anni ci è venuta incontro in questo senso ed ha aumentato a dismisura la qualità e la scelta dei prodotti. In alcuni casi non è sempre stato positivo, e molti prodotti sono poi scomparsi velocemente dal mercato.

L’esperienza su una bici non ha prezzo

Ma chi non nega che almeno una volta ha nascosto il prezzo della bicicletta nuova alla propria moglie? Come mai siamo così coinvolti ed a volte un po’ matti se l’argomento riguarda la nostra amata bicicletta?

Perché la bici non è un mezzo, ma il mezzo. Il mezzo che ci porta nei posti più belli, il mezzo che ci fa competere e gareggiare e provare l’adrenalina della vittoria, il mezzo che ci porta a spasso per i sentieri e che ci fa stare in compagnia dei nostri amici e non solo…

Tutte queste esperienze per noi non hanno prezzo e ci fanno stare bene.

La storia personale della nostra bicicletta

Tutti noi abbiamo storie da raccontare riguardo la nostra prima bici e dei motivi per cui l’abbiamo comprata. Abbiamo cominciato per sfida personale, per seguire gli amici o per buttare giù qualche chilogrammo. Molti hanno iniziato da piccoli, avvicinandosi alla disciplina tramite i genitori e continuando poi anche in età adulta, entrando magari in qualche squadra o semplicemente trovandosi con gli amici il sabato pomeriggio o la domenica mattina.

Avere il set-up giusto e la bici pronta per pedalare non è sempre facilissimo.

Le prime mountain bike

Come ci ricordano i pioneri della mountain bike, alla fine degli anni ”80, le biciclette erano completamente differenti e non c’erano tutte le versioni dei nostri giorni.

Telaio in acciaio, freni cantilever, ruote da 26 pollici e forcella rigida. Queste erano le biciclette che ci portavano a spasso di domenica e molte volte diveniva una vera e propria impresa! Bisognava essere un po’ incoscienti per buttarsi giù dalle discese nei boschi, per esempio, con quei mezzi.

Tanti a quel tempo si arrangiavano e realizzavano i propri lavori di manutenzione su bici, direttamente a casa, visto che a livello di meccanica c’era ben poco, e bastava avere qualche attrezzo per riuscire a smontare completamente una bicicletta. Ora ci sono sospensioni, freni idraulici, cambi elettronici, e non vogliamo negare che le difficoltà tecniche sono veramente aumentate.

La meccanica di una bicicletta oggi

Servono attrezzi, competenza, tanti soldi e tanto tempo per sistemare una bicicletta ed averla sempre regolata a puntino.

C’è da dire comunque che la tecnologia ha portato nel mondo della bicicletta dei mezzi favolosi per affrontare ogni tracciato in sicurezza e divertendosi al massimo. La riprova sono i tempi sempre più bassi che vengono fatti dagli atleti ogni anno in ambito agonistico. Risultato che conferma l’evoluzione tecnologica come utile non solo al fine del marketing.

E’ chiaro che la sperimentazione ha portato a fare tanti errori e che spesso tanti prodotti sono stati un buco nell’acqua. Basti pensare alla crescita e al fallimento veloce delle Fat-bike. Un esempio di come lo sviluppo del settore non deve essere fatto.

Ognuno di noi ha iniziato a pedalare con dei mezzi imbarazzanti, e solo pochi possono dire di essere partiti a pedalare con bici competitive. Non è stata solo la voglia di avere un mezzo alla moda (che certamente non guasta mai), ma anche la voglia di fare meno fatica che ci ha spinti a prendere delle bici più performanti. Per molti è stata anche la voglia di competere in gare o con gli amici di sempre. Ci sono mille motivi che ci hanno portati a compiere questa scelta ma uno credo sia il più importante di tutti.

La nostra meccanica parte dal valore

La bici è il mezzo che ci fa divertire e che ci porta a scoprire posti nuovi. Non è importante la bicicletta, ma i posti in cui la bici ci porta. E’ l’esperienza che fa la differenza e la bicicletta che usiamo è solo il mezzo.

Ma diventa per noi il mezzo più importante e, quindi, fondamentale per vivere tutte le emozioni che un giro in bici ci fa provare. Come non diventare poi dei maniaci della propria bicicletta? E’ ovvio che faremo qualsiasi cosa per la nostra bici, pur di provare nuovamente l’ebrezza di sfrecciare lungo la nostra strada preferita o lungo il sentiero su cui ci alleniamo tutte le settimane. Se poi, nel farlo, riusciamo a battere il nostro amico, allora la cosa si fa ancora più interessante.

La ricerca di componenti di qualità e performanti diventa quindi la priorità di tutti, sia dei produttori che dei ciclisti. E’ triste interrompere l’uscita per colpa di una foratura, o di qualche pezzo rotto della bici. Dunque cerchiamo sempre di avere la massima attenzione su questo aspetto fondamentale.

Raccontateci nei commenti qual è stata la vostra prima bicicletta e come facevate manutenzione. Quali esperienze avete avuto? Qual è stata la bicicletta che vi ha fatto più tribolare?

2 Comments

  • Fausto
    Posted 24 Settembre 2019 20:45 0Likes

    La mia prima bici da grande. Una mtb del 1989 marca Wheeler modello 5500. Di quelle con il Biopace ovale in guarnitura. Oltre a cambiare freni e gomme, nessuna manutenzione di grande importanza. 4-5 anni fa ho fatto cambiare gruppo cassetta guarnitura e movimento centrale. La uso ancora adesso!

  • Cristiano
    Posted 30 Settembre 2019 16:05 0Likes

    Ho una mtb Kastle ( marchio acquistato e rivenduto dall’Atala ) del 2000 , con componenti di qualità Shimano deore Lx. Ammortizzatore anteriore ad olio, freni a doppio fulcro in lega. 19 anni di uso continuato!! E va alla grande ancora..

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